Turismo accessibile per tutti

Accessibilità

L’accessibilità ha un diretto effetto negativo  su un gran numero di turisti provenienti e diretti in Europa e sulla qualità delle destinazioni turistiche, ed è un diritto di tutti i cittadini : non pensiamo solo ai disabili motori, ne solo ai disabili permanenti ( donne incinta, persone con stampelle, anziani).

Ma il turismo accessibile non è solo una questione di assicurare uguali opportunità per tutti : è anche una forte opportunità di business in tutto il mondo.

Vedi i numeri

Infatti ci sono circa 650 milioni di persone che vivono con disabilità nel mondo. Se consideriamo le loro famiglie, che normalmente si spostano con loro, allora stiamo parlando di circa 2 miliardi di persone che hanno necessità di un turismo attento alle tematiche di accessibilità. Questo corrisponde ad un flusso turistico mondiale di 127 milioni di turisti annui con richieste di turismo accessibile, pari a circa 160 miliardi di €.

In  base ad una ricerca svolta su interviste a 600 principali tour operators, l’Italia è una delle destinazioni più desiderate al mondo dai turisti con bisogni speciali.

Il giudizio espresso dagli operatori che vendono prodotti turistici italiani nel mondo fornisce un quadro di un Paese che potrebbe migliorare, ma che nel 77% dei casi è considerato ‘accessibile’.

Vedi una sintesi dei risultati

Il 54% degli acquirenti afferma che la principale problematica è legata ai trasporti che rimangono inaccessibili, sia per motivi strutturali, ma anche e sopratutto per mancanza di informazioni chiare e disponibili a riguardo.

Il giudizio migliora leggermente riguardo gli hotels che risultano inadeguati per 46% degli intervistati (la media europea è vicina al 70%), e i ristoranti che nel 38% (in Europa il 60%) dei casi dovrebbero essere adeguati per accogliere clienti con disabilità.

La cosa peggiora notevolmente se si parla delle strutture da visitare, con un picco negativo nei musei, che praticamente risultano riservati quasi esclusivamente ai cosiddetti normodotati dal momento che sono appena l’8% quelli accessibili. 

Ma se pensiamo che rendere una struttura accessibile richiede principalmente ed esclusivamente effettuare significative e costose alterazioni dell’ambiente dell’edificio (ad esempio muri da abbattere, installazione di impianti di risalita, ampliamento ingressi …) per permettere l’ingresso con le sedie a rotelle, ci stiamo sbagliando.

In un recente sondaggio, infatti, i primi tre temi che più sconvolgono i visitatori disabili circa le imprese turistiche sono: scarsa disponibilità del personale, cattivo servizio ai clienti e la mancanza competenze per fare  “Turismo Accessibile” (tra cui le voci citate indichiamo supporto per il trasporto di bagagli pesanti e aiuto per anziani con stampelle o per genitori con carrozzine, informazioni per ipovedenti).

Ma se da una parte manca la conoscenza di come intervenire (principale problema riscontrato da parte degli operatori in base al monitoraggio del progetto), per chi vuole mettersi all’opera ha una strada in salita.

Vedi le principali difficoltà

Sia le grandi e piccole imprese condividono due difficoltà:

1. Il restauro e l’eliminazione delle barriere, quando è presente, non risponde ai parametri di legge e agli indicatori più diffusi per definire strutture e servizi accessibili; inoltre spesso gli interventi finali sono di scarsa qualità.

2. Il personale impegnato nelle imprese dei settori turistico di solito non sono ben addestrati sulle modalità di accoglienza e di trattare con i clienti disabili o anziani.

A peggiorare la situazione generale, c’è un forte ritardo delle autorità pubbliche nell’adozione di politiche regionali avanzate per sostenere le piccole, medie e micro imprese a conduzione familiare e nel legiferare su temi attuali di accessibilità, con una forte differenza tra le regioni del nord e del sud Italia (ovviamente rendendo più difficoltoso il turismo accessibile nel sud Italia).

Ecco perché queste PMI rappresentano l’obiettivo importante di coinvolgere e impegnarsi in attività di rete e di formazione sviluppati durante la presente proposta.

Anche se non esiste una definizione comunemente accettata di “Turismo Accessibile”, tutte le definizioni concordano che “Turismo Accessibile” (a volte indicato come “Turismo Universale” o “Turismo Inclusive”) si riferisce alla serie di “servizi e strutture” (come ambiente fisico, trasporto, informazioni, comunicazione), che consentono alle persone con bisogni speciali di accesso, sia permanenti o temporanee, di “godere di una vacanza e di tempo libero, senza particolari barriere o problemi “.

Per questo motivo riteniamo che sia fondamentale la formazione e l’informazione sia del personale tecnico che ha il compito “rendere accessibili” le strutture, sia del personale operativo che “eroga i servizi”.